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La storia del rifugio Lee risale all'anno 1961, anno in cui venne costruito il primo impianto di risalita a Pedraces, che era denominato " telecabine S. Croce ". Quest'impianto era costituito da delle piccole cabine che avevano una portata, ciascuna di ca. 4 persone. Il tragitto si aggirava intorno ai 2,5 km, e il tempo di percorrenza era di ca. 25 minuti. Le cabine erano scoperte, e c'era solamente un posto a sedere, che era costituito da uno sportellino metallico piegabile. In giornate invernali di gran freddo, potete immaginarVi come era comodo attendere 25 minuti, senza possibilità di muoversi. Spesso succedeva che l'impianto si fermava perché saltava la corrente elettrica e quindi la salita poteva dilungarsi di parecchio. Comunque, in quell'anno, nel 1961, il signor Paolo Valentin, proprietario del maso Pransarors, e del terreno vicino alla stazione a monte dell'impianto di risalita, decise, di costruire una piccola baita a 1850 m. s.l.m. Bisogna sapere che al tempo non esisteva una strada accessibile a veicoli stradali normali, e cosí potete immaginare a quali difficoltà il signore andó incontro per realizzare il piccolo punto di ristoro. Per trasportare a monte il materiale necessario per la costruzione sia dell'impianto di risalita, che della baita, fu utilizzata una funicolare issata su dei piloni di legno. Il signor Paolo Valentin, oltre a partecipare alla costruzione della baita, fece anche da agente macchinista della funicolare, per il trasporto del materiale necessario. L'anno successivo, l'impianto era funzionante e cosí cominció lo sviluppo turistico, nella zona di Pedraces. Inizialmente ci furono grandi difficoltà a sistemare le piste, dato che non c'erano i mezzi battipista odierni, bensí venivano utilizzati dei rulli a traino manuale e quindi potete immaginarVi lo stato delle piste al tempo rispetto a quello odierno. Peró bisogna dire che il turismo invernale di 40 anni fa, era un turismo meno propenso allo sci e piú rivolto al divertimento, in gran parte caratterizzato dalla generazione del Dopoguerra, che aveva passato degli anni molto duri. Per questo motivo, la frequenza sulle piste, era minore rispetto ad oggi, anche perché non esisteva ancora il sistema dello Skipass, bensí c'era un sistema ad obliterazione con bollini. E poi i collegamenti fra i vari impianti di risalita e relative piste erano minimali, dato che si era agli albori del turismo sciistico. Gli anni trascorsero e la baita, sempre gestita da mio zio, con la stretta collaborazione di famigliari, e gente locale, divenne punto di riferimento per molti turisti. Nel 1972 mio zio si ammaló gravemente, e già nell'anno in corso, mio padre e mia madre, vennero spesso al rifugio per aiutarlo nella gestione dello stesso. Nel 1973 mio zio morí, e non essendo sposato, fu mio padre, il signor Valentin Federico a proseguire la gestione dello stesso. La baita era assai piccola, avendo pochi tavoli ed una cucina e cantina molto piccoli. Nel 1977 mio padre demolí, la piccola baita, e la ricostruí. Nel frattempo non fu ancora sistemata una strada accessibile a veicoli stradali normali, e di conseguenza anche mio padre, dovette trasportare a monte il materiale edile, in parte con l'impianto di risalita ed in parte con dei trattori. Fu un lavoro alquanto faticoso e dispendioso. Gli anni trascorsero, e la società degli impianti prese una decisione molto importante nel 1993, quando decise di collegare la zona sciistica di Pedraces, con il carosello sciistico dell'Alta Badia. L'afflusso di gente aumentó durante la stagione invernale e la società degli impianti poté tirare un sospiro di sollievo. Nel 1995 mio padre decise, di ampliare il rifugio e ne raddoppiò la capienza, adattandolo alle esigenze del tempo.
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